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Chiusura ospedale Trebisacce, sindacato Fials denuncia autorità sanitarie

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L'ex ospedale di Trebisacce

Dopo aver minacciato a più riprese di adire le vie legali per la tutela della salute dei cittadini, il segretario aziendale della Fials (federazione autonoma lavoratori della sanità) Antonio Paolino nella mattinata di oggi (mercoledì) si è recato presso la Stazione dei Carabinieri di Trebisacce ed ha presentato contro le autorità sanitarie un esposto-denuncia indirizzato al signor Procuratore della Repubblica di Castrovillari per “interruzione di pubblico servizio” in danno delle popolazioni dell’Alto Jonio. «La scrivente organizzazione sindacale – si legge nell’esposto-denuncia – nella persona del suo segretario aziendale dell’ASP di Cosenza Antonio Paolino, espone alla signoria vostra quanto di seguito: con l’attuazione del Piano di rientro sanitario della Regione Calabria, accompagnato da una serie di proclami, in realtà si sono create carenze strutturali ed organizzative considerevoli, che pongono in essere situazioni di grave emergenza sanitaria e di ordine pubblico, con il rischio oggettivo in danno di tutti i cittadini-utenti che si sono visti sottrarre il diritto di attingere alle proprie strutture Ospedaliere Territoriali per le cure adeguate alle loro necessità. Ancora più grave – scrive ancora Antonio Paolino – è l’avere applicato in modo restrittivo e penalizzante quanto previsto dal Decreto Ministeriale n. 18 che prevedeva la creazione di alternative sanitarie territoriali, che non sono state attuate in quanto è stato ritenuto opportuno accorpare le strutture esistenti e funzionanti, non tenendo in alcuna considerazione il fabbisogno reale dell’utenza. Per la vasta utenza del Distretto Sanitario di Trebisacce non è garantita neanche l’emergenza-urgenza.

Eppure la natura geomorfologica del territorio dell’Alto Jonio non consente di raggiungere in tempi brevi i centri-spoke di Rossano-Corigliano e Castrovillari i quali, congestionati dai grossi carichi di lavoro assegnati loro nella precipitosa corsa ai tagli ed agli accorpamenti, vivono quotidianamente gravi criticità organizzative che generano disservizi sia in danno del personale addetto all’assistenza, sia del povero cittadino-utente. Da quanto sopra detto risulta essere violato in modo evidente il diritto ai LEA, i livelli minimi di assistenza sanitaria e di emergenza, previsti nel Decreto Ministreiale n. 15 del maggio 1992 –Gazzetta Ufficiale n. 1212 del 25/5/92. Tutto ciò ha infatti comportato la chiusura del Pronto Soccorso e delle Divisioni ospedaliere attive, configurando così una grave interruzione di pubblico servizio che in alcuni casi, visto l’enorme distanza tra Trebisacce ed i Centri-Spoke, ha già determinato il decesso dell’utente. Per quanto sopra descritto, si chiede pertanto a Codesta Autorevole Procura di accertare e perseguire eventuali abusi e responsabilità nella interruzione del pubblico servizio, estremamente necessario per l’utenza. E’ peraltro del tutto evidente – conclude l’esposto-denuncia del segretario aziendale della Fials che si dichiara disponibile ad ogni ulteriore chiarimento – che le scelte campanilistiche e geo-politiche adottate non hanno favorito un buon funzionamento delle strutture ospedaliere succitate e tantomeno hanno determinato un reale risparmio economico ed una razionalità operativa a vantaggio della tutela della salute del cittadino».

Pino La Rocca

 

 

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