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Trebisacce. Niente anestesisti e cardiologi solo di giorno. Altro che Pronto Soccorso…

Trebisacce. Niente anestesisti e cardiologi solo di giorno. Altro che Pronto Soccorso…
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In arrivo, dopo la fase più critica della pandemia, gli Anestesisti-Rianimatori in tutte le strutture sanitarie dell’Asp di Cosenza tranne che a Trebisacce, considerata, forse, troppo distante da Cosenza. Nelle ultime ore, infatti, è stata rinnovata, per i prossimi 4 mesi, la convenzione con gli anestesisti rianimatori della Terapia Intensiva di Cosenza i quali, avendo riproposto la propria disponibilità, presteranno servizio, in regime di libera professione, presso le strutture sanitarie di Paola-Cetraro, di Corigliano-Rossano, di Castrovillari, di San Giovanni in Fiore e di Praia a Mare, ma non, come avvenuto prima della pandemia, presso il “Chidichimo” di Trebisacce che viene tenuto completamente fuori dalla spartizione del relativo budget economico.

In questa situazione – si chiedono in tanti – considerata la scomparsa definitiva degli anestesisti-rianimatori, considerata che la presenza dei cardiologi è ridotta solo alla mattinata dei giorni feriali (notte e festivi esclusi!) e considerata l’assenza completa di altri specialisti, quello istituito in pompa magna presso il “Chidichimo”, è ancora da considerare un Pronto Soccorso come ritengono le popolazioni dell’Alto Jonio, o soltanto un semplice PPI (Punto di Primo Intervento) come viene considerato dai vertici dell’Asp cosentina che occupano la stanza dei bottoni? Sta di fatto che, nelle ultime ore, ritenendo superata la fase critica della pandemia (?!), l’attuale Commissario dell’Asp di Cosenza Simonetta Cinzia Bettelini, accogliendo la proposta del Direttore delle Risorse Umane Remigio Magnelli, nelle more che vengano portati a compimento i concorsi, ha rinnovato per i prossimi 4 mesi la Convenzione con l’Azienda Ospedaliera di Cosenza che era stata sospesa in concomitanza con l’irruzione del Coronavirus, ma ha escluso completamente dalla Convenzione il presidio sanitario di Trebisacce presso cui, prima della pandemia, l’assenza degli anestesisti veniva assicurata, in regime di libera professione, dagli stessi Anestesisti-Rianimatori della Terapia Intensiva di Cosenza che, a fronte di lauti compensi (si tratta di ben 720,00 euro al giorno, 60,00 euro all’ora, più le spese per il chilometraggio), davano allora, come adesso, la disponibilità a svolgere l’attività anestesiologica al di fuori dei propri orari di servizio nelle varie strutture sanitarie fuori-Cosenza, esclusa però quella di Trebisacce.

Come mai dalla Convenzione oggi viene completamente escluso il “Chidichimo”? Se lo chiedono, angosciati, i Medici del PPI di Trebisacce costretti a fronteggiare da soli e a mani nude le ricorrenti emergenze e se lo chiedono, mortificate, le popolazioni del Comprensorio che continuano a sentirsi sempre più discriminate e penalizzate e che si augurano che i Sindaci dell’Alto Jonio ritrovino coesione e un sussulto di indignazione e si mettano finalmente a capeggiare la rivolta delle popolazioni locali.

Pino La Rocca

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