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Cerchiara. Fuoco nella notte, tragedia sfiorata

Cerchiara. Fuoco nella notte, tragedia sfiorata
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Il fuoco torna a tormentare l’Alto Jonio, aggredendo questa volta i territori dei Comuni di Cerchiara di Calabria e di Villapiana divisi dal torrente Satanasso e mai come in questo caso non si può escludere l’infame e scellerata mano dei piromani che, studiando l’andamento delle condizioni climatiche e dei venti, riescono a stabilire quando e dove colpire per fare i maggiori danni possibili. Ed è proprio il caso dell’incendio scoppiato all’improvviso, nella tarda serata di venerdì 25 settembre, quando era già buio ed era quindi impedito l’arrivo dei Canadair e quando su tutto l’Alto Jonio spiravano forti raffiche di vento di Libeccio che potevano allearsi con il fuoco, in Contrada Mangialatte di Cerchiara di Calabria lungo la quale sorgono le amene contrade rurali di San Martino e di Valline. Qui, intorno alle 20.00, è scoppiato un vero inferno di fuoco le cui fiamme si sono alzate fino al cielo tanto da illuminare tutta la zona collinare a valle di Cerchiara e a monte di Villapiana e tanto da essere visibili in tutta la Piana di Sibari.

Per fortuna questa volta, seppure in ritardo, è arrivata più che mai benefica e provvidenziale la pioggia che, dopo interminabili ore di paura e di angoscia, ha spento l’incendio e contribuito a limitare i danni. «Sono stati però momenti di grande paura e di apprensione, – ha scritto il giovane vice sindaco di Cerchiara Giuseppe Ramundo recatosi subito sul posto – con fiamme altissime che, a causa del forte vento che cambiava continuamente direzione continuavano a propagarsi e ad aggredire tutto quello che capitava a tiro. La paura – ha aggiunto Ramundo – è diventata ben presto angoscia quando il fuoco ormai fuori controllo è arrivato a lambire le abitazioni suscitando panico e disperazione tra gli abitanti della zona che hanno temuto per la propria sicurezza, per quella delle loro abitazioni e per gli animali asserragliati nelle stalle. Noi, – ha rassicurato il braccio destro del sindaco Antonio Carlomagno – eravamo lì con loro e ci siamo adoperati per allertare e coordinare tutte le forze che da terra potessero contribuire a tenere sotto controllo il fuoco e ad evitare che venissero coinvolte le case, le persone e gli animali. È stata davvero dura! Ma alla fine, con l’aiuto della pioggia ce l’abbiamo fatta!».

In realtà, oltre ai Carabinieri della Stazione dell’Arma di Cerchiara di Calabria diretta dal Maresciallo Tiberio Perrone, sul posto sono subito confluite due squadre dei Vigili del Fuoco di Trebisacce e Castrovillari che hanno ingaggiato una lotta impari contro il fuoco insieme al personale del Comune di Cerchiara, alle squadre antincendio di Calabria Verde, ai Volontari della Protezione Civile dei Gruppi di Cerchiara, di Francavilla e di Roseto ed ai Volontari del Gruppo Lucano della Protezione Civile di Villapiana. Fortunatamente, come si diceva, è arrivata benefica la pioggia che ha completato l’opera delle squadre da terra non prima però che il fuoco seminasse paura e sgomento tra le persone, danni gravi alle colture e la morte per decine di ettari di vegetazione spontanea ma anche coltivata. Secondo una prima stima dei danni fatta dal vice sindaco Giuseppe Ramundo, le fiamme hanno distrutto l’intera linea telefonica della zona di Pappalatte e gravemente danneggiato buona parte dell’area rurale e boschiva lungo tutta la zona Pappalatte.

Pino La Rocca

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