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Cassano, ferriti di zinco. Centrodestra chiede a Papasso di “non concedere sconti” sul risarcimento

Cassano, ferriti di zinco. Centrodestra chiede a Papasso di “non concedere sconti” sul risarcimento
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«Il danno causato a Cassano ed ai cassanesi dallo smaltimento illecito sul territorio comunale di migliaia di tonnellate di ferriti di zinco sia quantificato attraverso una perizia tecnica e non rimesso a transazioni al ribasso: sarebbe un errore imperdonabile»È la richiesta che i gruppi consiliari di centrodestra rivolgono al sindaco di Cassano Jonio Gianni Papasso in una lettera indirizzata allo stesso primo cittadino oltre ad Eni e Syndial. Ripercorsa la vicenda, nella loro missiva i gruppi del centrodestra ricordano che nel settembre del 2011 il Comune di Cerchiara di Calabria, esso pure segnato da presenza di ferriti sul proprio territorio, aveva accettato in via bonaria la somma di 1.600.000 euro, comprensiva di spese legali, a ristoro di ogni danno ma tra aspre polemiche istituzionali e sociali, legate al dibattito sull’effettiva equità dell’importo liquidato a fronte dei disagi ambientali patiti dal comprensorio cerchiarese. Per contro, l’amministrazione comunale cassanese, all’epoca guidata dal sindaco Gianluca Gallo, reputando diversa e più grave la situazione riguardante Cassano, aveva espressamente diffidato le due società a voler procedere al risarcimento del danno previa esatta quantificazione dello stesso, per evidenti ragioni di diritto e di trasparenza amministrativa da accertarsi mediante specifica perizia tecnica. Aggiungono gli esponenti consiliari del centrodestra: «Ci risulta che nelle scorse settimane la giunta municipale, per ottenere il risarcimento del danno anche in favore del Comune di Cassano, abbia conferito incarico al medesimo studio legale che già curò gli interessi del Comune di Cerchiara. Nel rispetto della città e del suo ambiente, come del diritto alla salute, ci auguriamo e chiediamo che eventuali intese tra il Comune e le società interessate, qualora definite in sede stragiudiziale, non siano suggellate da accordi al ribasso, bensì da una definizione del quantum appurata attraverso una perizia tecnica che tenga conto del danno effettivamente subito, alla luce dell’estensione del territorio interessato, della sua vocazione agricola e turistica e della popolazione residente».

Si aggiunge: «Nel novembre 2011, in seguito alla pubblicazione dello studio denominato “Sentieri”, curato dall’Istituto superiore di sanità, è stato acclarato che all’interno del sito di interesse nazionale denominato “Crotone-Cassano-Cerchiara” rilevante sarebbe, rispetto alla media, l’incidenza di patologie tumorali, tale da indurre l’Istisan a sollecitare lo svolgimento di più approfonditi e dettagliati studi epidemiologici. Per questo riteniamo indispensabile perseguire la strada della chiarezza e, se necessario, andare in giudizio per ottenere il giusto risarcimento». Concludono i capigruppo del centrodestra, rivolgendosi ad Eni e Syndial: «Sollecitiamo altresì le due società a voler esse pure accedere a tale soluzione, idonea a scongiurare l’insorgere di ogni eventuale polemica o contrasto con le popolazioni interessate e, soprattutto, a riconoscere loro un risarcimento effettivamente congruo e giusto, determinato sulla scorta di parametri oggettivi».

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