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Lotta al Coronavirus. Comune in provincia di Cosenza chiude i confini

Lotta al Coronavirus. Comune in provincia di Cosenza chiude i confini
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In attesa del DPCM che dovrebbe essere illustrato al Paese nel breve termine e che porterà nuove restrizioni, c’è un comune in provincia di Cosenza che anticipa in qualche modo il lockdown e mediante apposita ordinanza sindacale chiude i confini comunale. Parliamo del Comune di Fagnano Castello, paese montano a ridosso del Tirreno, che nonostante il basso tasso di contagi nel proprio territorio (3 casi) ha emanato un’ordinanza a firma del sindaco Giulio Tarsitano con la quale che sino al 2 dicembre 2020 è vietato per i residenti oltrepassare i confini comunali, eccetto che per comprovati (mediante autocertificazione) motivi di lavoro, studio, salute. E allo stesso modo, l’ordinanza vieta a chiunque di far ingresso in paese.

Insomma, non si può entrare né uscire salvo che per i motivi sopraelencati. Da ciò è vietato anche a quelle persone  originarie o residenti a Fagnano farvi ritorno – nemmeno per ricongiungimento familiare – se non dopo aver dimostrato di essersi sottoposti a tampone molecolare, ovviamente con esito negativo. L’ordinanza, emessa proprio nella mattina di oggi (lunedì), ha fatto parecchio discutere. Ma sullo stesso documento è ben specificato che, anche se la situazione in paese al momento è sotto controllo, il virus che ha colpito i paesi limitrofi rischia di entrare, attraverso gli asintomatici, anche a Fagnano ma soprattutto l’ordinanza è stata dettata da una situazione epidemica che desta molta preoccupazione nono solo a livello nazionale, ma anche regionale.

Secca la risposta del sindaco Torsitano a coloro i quali hanno criticato il provvedimento: «Per questo Sindaco, che ha il dovere di tutelare la salute di tutti, è arrivato il momento delle scelte e dell’assunzione delle responsabilità, ben conscio di scontentare qualcuno, ma l’interesse generale deve prevalere su quello personale. E’ arrivato anche il momento che tutti capiscano che il pericolo è incombente, per cui non si può pretendere la tutela della salute da un lato, ed il soddisfacimento dei loro interessi dall’altro lato. In buona sostanza si potrà fare quello che è veramente indispensabile, tra cui lavorare e curarsi. Di altro per il momento si dovrà fare a meno».

Vincenzo La Camera

 

 

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