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Si alza “L’urlo dello Jonio”. «Riaprite l’ospedale di Trebisacce»

Si alza “L’urlo dello Jonio”. «Riaprite l’ospedale di Trebisacce»
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Riaprire con urgenza il l’ospedale di Trebisacce e, solo dopo una concreta ed effettiva riattivazione dei Reparti e della Terapia Intensiva, si può valutare l’ipotesi di utilizzarlo per fronteggiare il Coronavirus. E’ la perentoria richiesta-diffida, indirizzata alla nuova Struttura Commissariale, al Presidente del Consiglio, al Ministro della Salute, all’Asp di Cosenza e al Presidente facente funzioni della Giunta Regionale da parte del Comitato Civico “L’Urlo dello Jonio” costituitosi di recente per rilanciare con forza la battaglia per la riapertura dell’ex Ospedale di Trebisacce. Dopo un’approfondita analisi sull’inopinata e sciagurata chiusura del “Chidichimo” avvenuta nel 2010 e le battaglie sostenute dalle popolazioni locali per ottenerne la riapertura, il Comitato Civico, in forza delle reiterate Sentenze dei Giudici chiede con forza «la riattivazione urgente del “Chidichimo” di Trebisacce secondo uno standard minimo di efficienza che – si legge- garantisca almeno un accettabile livello dei LEA (livelli minimi di assistenza) nel territorio interessato in esecuzione della IV Sentenza, la n. 87/2020 del Consiglio di Stato, attraverso assunzioni di personale medico e paramedico, nonché attraverso l’immediato affidamento dell’appalto dei lavori delle Sale Operatorie, anche al fine di istituire un eventuale Polo-Covid».

Nella lunga e articolata istanza-diffida, il Comitato Civico ripercorre punto per punto tutto il travagliato calvario del “Chidichimo”, a partire dal Decreto di chiusura del 22 ottobre 2010 firmato dall’allora Commissario per il rientro dal debito sanitario che ne decretava la chiusura e la riconversione in Casa della Salute con n. 50 p/l. Vengono quindi elencati con dovizia di numeri e di date, i puntuali Ricorsi, patrocinati sempre dall’Avv. Giuseppe Mormandi e presentati dal Comune di Trebisacce e quindi le conseguenti Sentenze del Consiglio di Stato che, nella fattispecie, non si è limitato a leggere gli atti ma è entrato nel merito accertando, anche a ragione della situazione oro-geografica dell’Alto Jonio che, di fatto, impedisce il rispetto della “golden hour”, cioè la prevista ora di tempo nella quale per legge si deve affrontare qualsiasi emergenza cardiologica. Ora, sempre secondo quanto si legge nella nota diffusa dal Comitato, dal momento che il Governo con apposito Decreto-Legge ha previsto misure straordinarie per l’assunzione di medici, infermieri e personale sanitario, compreso il richiamo dei sanitari in pensione e altre disposizioni per il potenziamento del Servizio sanitario nazionale, il neo-nato “Urlo dello Jonio” ha chiesto l’urgente riattivazione dell’Ospedale “G. Chidichimo” di Trebisacce, secondo uno standard minimo di efficienza che garantisca almeno un accettabile livello dei LEA nel territorio di interesse, ma anche al fine di ivi istituire, solo successivamente, un Polo-Covid per fronteggiare l’emergenza epidemiologica in atto.

Ed è per questo che per il Comitato Civico guidato da Walter Astorino è indispensabile l’assunzione di personale, medico e para-medico da destinare al “Chidichimo” di Trebisacce” anche facendo ricorso agli idonei in graduatorie in vigore e/o mediante conferimento di incarichi di lavoro autonomo a personale medico e infermieristico collocato in quiescenza e, altro passaggio indispensabile, l’affidamento dei lavori per la realizzazione delle Sale Operatorie presso il “G. Chidichimo” di Trebisacce.

(nella foto, una manifestazione pacifica di protesta a Trebisacce contro la chiusura dell’0spedale – settembre 2010)

Pino La Rocca

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