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Trebisacce. Futuro dell’ex ospedale avvolto nella nebbia. I suoi letti come le “vacche di Fanfani”

Trebisacce. Futuro dell’ex ospedale avvolto nella nebbia. I suoi letti come le “vacche di Fanfani”
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Sanità in tempo di Coronavirus: dalla commedia alla farsa! Un goffo tentativo di ulteriore spoliazione messo in atto questa mattina in danno dell’ex Ospedale di Trebisacce è stato infatti scongiurato – come abbiamo subito riportato sul nostro giornale in fase di lancio –  grazie al tempestivo intervento del sindaco della città Franco Mundo  che, intervenuto con tanto di fascia tricolore, lo ha scongiurato. La cronaca: questa mattina, di buon ora, al “Chidichimo” di  Trebisacce sono arrivati due operai con un furgone a noleggio per prelevare gli 11 letti da poco assegnati al presidio sanitario di Trebisacce per completare la dotazione del Reparto di Medicina Generale e di trasferirli al ”Covid Hospital” di Cetraro che, interdetto il ricovero Covid presso l’Ospedale di Rossano, forse dovrà aumentare la propria dotazione.

A Trebisacce, secondo gli impegni assunti dalla struttura commissariale, la nomina del nuovo Responsabile del Reparto, nella persona del Dirigente-Medico dr. Domenico Filomia e l’integrazione del personale medico e paramedico promesso dall’allora Commissario Straordinario Zuccatelli avrebbero consentito il completamento dell’arredo e l’aumento a 21 dei relativi posti-letto. Oggi, a distanza di pochi giorni, con il goffo tentativo di spostare i letti dallo Jonio al Tirreno come le famigerate “vacche di Fanfani”, tutto viene messo in discussione, a dimostrazione che ormai la sanità calabrese, ivi compresi i vari Commissari che si alternano alla guida delle Asp viaggiano a vista e nell’anarchia più completa.

Del resto, solo qualche giorno addietro lo stesso primo cittadino, più che mai determinato a non mollare sulla riapertura del “Chidichimo”, d’intesa con il Primario della Medicina dr. Filomia e il Direttore Sanitario f.f. dr. Adduci, si era dichiarato disponibile alla richiesta pervenuta dal Dirigente Generale della Sanità Calabrese Antonio Belcastro di accogliere nell’UOC di Medicina Generale, previa la nomina di almeno 4 Medici e di altro personale infermieristico, fino a 21 pazienti affetti da patologie extra-Covid. Tutto questo al fine di contribuire a decongestionare ed a rendere più sicuri gli Ospedali-Spoke. Due decisioni del tutto divergenti, dunque, quella del Dirigente Generale Belcastro e quella della Commissaria dell’Asp cosentina dr.ssa Bettelini, a dimostrazione che si viaggia a vista e che, in attesa della nomina del Commissario Straordinario, in Calabria oggi comanda chi si alza prima la mattina.

Pino La Rocca

 

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