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Villapiana. Politica locale divisa sul futuro del Palazzo dell’Americano

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Fa discutere e divide le forze politiche locali le compravendita del cosiddetto “Palazzo dell’Americano” (nella foto) uno dei diversi testimoni della storia locale che impreziosiscono il centro storico di Villapiana a ne costituiscono altrettanti pregiati marcatori identitari. Fatto costruire agli inizi del ‘900 dal milionario Domenico Barletta, detto “l’americano” perché avrebbe fatto le sue fortune da emigrato negli Usa, dopo una serie di tentativi esperiti e andati a vuoto da parte degli amministratori locali per la sua acquisizione al patrimonio del Comune, il palazzo gentilizio di recente è stato venduto a una famiglia del luogo che, da quanto si dice, intende investire le risorse necessarie per recuperarlo, riportarlo al suo antico splendore e valorizzarlo in chiave turistica. In realtà da quanto si legge nella storiografia locale, il milionario Domenico Barletta non lesinò risorse e, dopo averne modificato la struttura interna facendo abbattere diverse pareti per dotarlo di stanze più ampie e luminose lo ha fatto arricchire, in un misto di sacro e di profano, di pareti e soffitti riccamente decorati da dipinti raffiguranti scene campestri, di motivi floreali, di ghirigori, di figure di donne, fanciulli ed angeli. Dotate di eleganti lampadari alcune stanze, poi, erano ricche di specchi e di quadri di pregevole valore. Evidenze artistiche, tutte queste che, a dispetto dell’aspetto esterno del palazzo che accusa tutto il peso degli anni, fanno ancora parte del patrimonio artistico del palazzo che perciò sarà cura dei nuovi proprietari recuperare e valorizzare al meglio.

La compravendita di “Palazzo Barletta”, frutto di una lunga e laboriosa trattativa tra le parti, non è però passata inosservata agli amministratori comunali in carica che, per acquisirlo ai beni del Comune, hanno deciso di far valere a favore dell’Ente il cosiddetto “diritto di prelazione” impegnando all’uopo 200mila euro di risorse di bilancio. Per far valere tale diritto di prelazione, l’esecutivo in carica ha portato l’argomento all’attenzione dell’ultimo Consiglio Comunale nel quale però la Maggioranza si è trovata da sola a difendere le sue tesi. Il gruppo di Minoranza “Insieme per Villapiana”, infatti, pur riconoscendo “il diritto di prelazione” da parte del Comune, ha votato contro non considerandolo “un obbligo” e ritenendo l’iniziativa della Maggioranza lesiva sia nei confronti degli acquirenti che con sacrificio stanno portando avanti un progetto di recupero del palazzo storico, sia nei confronti dei cittadini-contribuenti in quanto il Comune per far fronte alla spesa impegnerebbe ben 200mila euro fondi di bilancio. Da parte sua il consigliere della Minoranza “SiAmo Villapiana”, preso atto di tutti i tentativi andati a vuoto in passato si è astenuto, non prima però di aver invitato la Maggioranza a collaborare con i nuovi proprietari per fare in modo che il Palazzo, una volta restaurato, continui ad essere un prezioso bene ambientale da valorizzare quale prezioso marcatore identitario.

Pino La Rocca

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