Redazione Paese24.it

Caos vaccini nell’Alto Jonio. Intanto in Calabria 50mila persone vaccinate «non si capisce a che titolo»

Caos vaccini nell’Alto Jonio. Intanto in Calabria 50mila persone vaccinate «non si capisce a che titolo»
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Caos vaccini nell’Alto Jonio Cosentino. Dalla inattesa quando felice sorpresa di vedere una ottima organizzazione per la somministrazione della prima dose agli over 80, frutto di un lavoro sinergico tra Asp, comuni, medici di base e volontari, nel giro di tre settimane si torna bruscamente sulla terra di Calabria con la seconda dose del siero Pfizer che, a poche ore dagli ultimi giorni utili per la sua somministrazione, rischia di saltare per la maggior parte degli anziani del territorio.

Comunicazioni ufficiali dell’Asp non ne arrivano, si brancola nel buio, con gli anziani incollati al telefono in attesa di ricevere la fatidica convocazione. E mentre il generale-commissario per l’emergenza Figliuolo dice che in Calabria va tutto bene e mentre il premier Draghi con signora si vaccinano davanti alla telecamere con AstraZeneca (a proposito, nel Lazio si stanno già vaccinando i settantenni), in Calabria ci sono novantenni che non hanno ricevuto nemmeno la prima dose e migliaia di ottantenni che rischiano di interrompere il ciclo completo di vaccinazione affidandosi poi alle dichiarazioni dei vari virologi sulla reale copertura di una sola dose di Pfizer. Oggi a Cosenza sarebbero arrivate circa diecimila dosi di vaccini Pfizer con 9000 dosi destinate all’Asp e quindi da distribuire sul territorio. Basteranno a garantire almeno i richiami? Solo nei paesi dell’Alto Jonio Cosentino servirebbero circa 3500 dosi. Ma al momento ancora non si sa quante ne arriveranno. Probabilmente non basteranno per tutti.

Mentre alcuni comuni già annunciano le date per le seconde dosi, altri comuni ancora non hanno ricevuto nessuna comunicazione. Come mai questa disparità di trattamento? Siamo agli albori di una guerra di vaccini paventata da qualcuno? In queste ore il sindaco di Amendolara, Antonello Ciminelli, ha scritto al direttore del distretto “Jonio-Nord” Graziano e al direttore sanitario dell’Asp di Cosenza, Marino, lamentando questo comportamento censurabile circa una mancanza di comunicazione chiara sulla seconda dose di vaccini. Un atteggiamento – commenta Ciminelli: «fortemente lesivo del principio di leale collaborazione che dovrebbe contrassegnare i rapporti istituzionali tra Asp e comuni». Il sindaco di Amendolara lamenta di non riuscire a contattare in nessun modo i destinatari della lettera a poche ore dalla scadenza dell’ultimo fine settimana utile per somministrare la seconda dose.

E intanto le cronache ci consegnano un’altra storia dai contorni tristissimi. Mentre tanti anziani attendono la prima dose, gli over 80 attendono il richiamo, il personale scolastico e le categorie fragili si sta vaccinando a rallentatore e dei settantenni nemmeno a parlarne, spunta nel grafico della somministrazione dei vaccini in Calabria (ultima in Italia nel rapporto tra dosi ricevute e somministrate), la voce “altri” («che forse si legge “Furbetti”?»). Chi sono questi “altri”? Circa 53 mila persone, in buona sostanza, si sarebbero vaccinate e non si capisce a che titolo. E buona parte di loro gravitano nella provincia di Cosenza. A sollevare il polverone è stato per il momento il consigliere regionale dell’Udc, Giuseppe Graziano. «Non vogliamo conoscere la loro carta d’identità – commenta Graziano – ma quantomeno capire a quali categorie prioritarie appartengano. Dal momento che ogni giorno sentiamo il lamento dei sindaci che chiedono la somministrazione dei vaccini per la popolazione anziana e che, puntualmente, gli viene risposto che non ci sono dosi. Allora c’è qualcosa che non torna. Perché se si è riusciti a trovare ben 52mila dosi di siero dell’immunità al Covid-19 per una generica categoria “Altri”».

Vincenzo La Camera

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