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Trebisacce e la piattaforma fantasma. Tanti costretti a spostarsi anche per vaccinarsi

Trebisacce e la piattaforma fantasma. Tanti costretti a spostarsi anche per vaccinarsi
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Emigrare anche per vaccinarsi! Monta sul web la legittima protesta di tantissimi cittadini di Trebisacce ma anche dei paesi limitrofi, costretti a mettersi in macchina (non tutti sono motorizzati!) ed emigrare anche per potersi vaccinare. Non basta, infatti, visto che l’ex ospedale nonostante le tante e abusate promesse resta ermeticamente chiuso, dover… salire e scendere le altrui scale per curarsi in altri Ospedali. Oggi, anche per vaccinarsi, per colpa di una programmazione molto discutibile, fatta solo a tavolino da chi (Regione e Commissari vari) evidentemente non conosce la geografia e l’orografia del territorio, diventa obbligatorio e ineludibile spostarsi per due volte in altri Comuni anche per ricevere il vaccino. Prima Mormanno e Castrovillari (solo per i più fortunati, ndr), poi Corigliano, Oriolo, Rocca Imperiale, San Marco Argentano, Roggiano Gravina, Mendicino, Cosenza e finanche Policoro (fuori Regione). Sono questi i centri vaccinali indicati dalla piattaforma ai cittadini di Trebisacce e dei paesi vicini tra cui scegliere per potersi vaccinare. E Trebisacce? Non doveva, come comune più grande e baricentrico del Comprensorio essere dotato di un Hub vaccinale anche per accogliere i cittadini degli altri Comuni? Niente!

Il punto vaccinale di Trebisacce (nella foto), che ha funzionato bene nella fase di avvio della campagna vaccinale a favore prima del personale sanitario, dei docenti e poi degli over 80 e fragili, non compare mai in piattaforma. Oppure, come sostengono tantissimi cittadini, compare all’improvviso e solo per qualche ora per poi scomparire altrettanto all’improvviso, dando così la possibilità a pochi fortunati di vaccinarsi… a chilometro zero. Per la verità c’è anche chi…pensa male e sottintende manovre selettive ma – ne siamo certi – non è così! Dipende solo dal fatto che Trebisacce non solo non è un Hub Vaccinale come avrebbe meritato di essere, ma è semplicemente un punto vaccinale, forse anche dotato di pochi uomini e di pochi vaccini. Come spiega la dottoressa Antonella Arvia, Responsabile delle Cure Domiciliari dell’ex Distretto Sanitario di Trebisacce che sin dall’inizio della campagna vaccinale è incaricata di coordinare la campagna vaccinale in tutto l’Alto Jonio la quale, nel confermare la massima fiducia nella serietà e professionalità del personale sanitario, ha ribadito che «tutto il sistema e la singola vaccinazione è trasparente e telematicamente controllabile. Se gli altri centri vaccinali sono stabilmente presenti sulla piattaforma – ha aggiunto la dr.ssa Arvia – è perché hanno più personale e inoltre utilizzano prevalentemente AstraZeneca. (Anche se nella vicina Policoro, in Lucania, sono disponibili anche altre tipologie di vaccino ed in piattaforma la sede compare praticamente sempre! ndr). Ho comunque chiesto – ha assicurato la Responsabile della Cure Domiciliari – che per Trebisacce vengano ampliati i posti e, anche se stiamo vaccinando in modo intenso, sono fiduciosa che fra qualche giorno possa esserci un ulteriore incremento».

Pino La Rocca

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