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San Basile. Riapre al culto il monastero di Santa Maria Odigitria

San Basile. Riapre al culto il monastero di Santa Maria Odigitria
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Scrigno di bellezza architettonica e spirituale, centro nevralgico della spiritualità bizantina dell’area del Pollino, il monastero di Santa Maria Odigitria a San Basile ritorna in possesso della comunità e del territorio. Lesionato e reso inagibile dal terremoto del 2012 che interessò il Pollino, è stato ristrutturato e messo in sicurezza grazie ai fondi messi a disposizione dall’Ente Parco del Pollino e dalla Cei. In piena sinergia con l’Eparchia di Lungro guidata dal vescovo Donato Oliverio, con il parroco don Mario Aluise, si è riusciti a raggiungere l’obiettivo nel giorno più solenne ed importante per la comunità di San Basile.

E’ iniziato infatti ieri, con la riapertura al culto del santuario, il ciclo delle feste patronali della cittadina arbereshe guidata dal sindaco, Vincenzo Tamburi, che insieme alla giunta ha presenziato al momento della riconsegna alla comunità del Monastero Basiliano. Suggestiva la cerimonia che ha riportato nella sua “casa” spirituale la Madonna Odigitria alla presenza del vescovo di Lungro monsignor Donato Oliverio.

«Riconsegniamo alla comunità ed al territorio un luogo di incommensurabile bellezza spirituale ed architettonica – ha commentato il sindaco Tamburie -. E’ per noi tutti un momento di gioia, emozione e speranza. Da oggi riapre un luogo simbolo della nostra comunità che ritorna a rivivere e che dobbiamo custodire impreziosendone il valore e la sua portata spirituale». Al Monastero torneranno ad essere svolte le funzioni religiose proprio grazie alla presenza del parroco Don Mario Aluise.

Soddisfazione è stata espressa anche dal vice sindaco, Gaetano Marcovecchio, e l’assessore Fabio Tamburi: «Inizia oggi un nuovo percorso di rinascita per San Basile. Ritornare in possesso del Monastero Basiliano ci permette di riacquisire uno spazio che per noi è vitale, non solo dal punto di vista spirituale ma identitario. Qui siamo cresciuti tutti nella fede ma anche nella socialità e nell’incontro ed è da questo luogo che vogliamo ripartire, soprattutto in questo momento pandemico, per riaffermare il ruolo della cultura e della spiritualità come collante fondamentale per ricostruire un percorso di riqualificazione generale del nostro borgo».

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