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«Rischio emergenza igienico-sanitaria» nel centro storico di Rossano. La denuncia dei cittadini

«Rischio emergenza igienico-sanitaria» nel centro storico di Rossano. La denuncia dei cittadini
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Se di fronte all’esigenza elementare e sistematicamente documentata di intervenire con urgenza su una oggettiva emergenza igienico-sanitaria e sociale più volte denunciata e confermata anche da forze dell’ordine, Asp e Polizia Municipale, tutti gli uffici comunali competenti e coinvolti si distinguono per sostanziale inerzia e per un vergognoso rimpallo di responsabilità, siamo di fronte alla evidente incapacità amministrativa di una classe politica inadatta alle basilari funzioni di governo di un comune. Perché è sull’ordinaria amministrazione, sulla garanzia minima dei servizi fondamentali al cittadino e sulla celerità e adeguatezza delle soluzioni che si è in grado, oppure no, di mettere in campo rispetto a problemi e disagi gravi, ripetuti e riconosciuti, che si misura nei fatti il livello, la preparazione e la consistenza reali di quanti pensano, invano, di poter guidare una grande città come Corigliano-Rossano. È quanto dichiara il cittadino Lenin Montesanto, ancora una volta anche a nome dei resistenti di Via Cerasaro, nel centro storico di Rossano.

“Nonostante, infatti, anche le ultime denunce di 20 giorni fa, aggiuntesi alle ulteriori numerose già sporte sin dal 2019 attraverso tutte le forze dell’ordine a tutte le istituzioni competenti, in primis al Comune di Corigliano-Rossano il cui sindaco è la massima autorità sanitaria locale; e nonostante i recenti sopralluoghi di Protezione Civile e Manutenzione, resta immutata la più volte descritta situazione complessiva di emergenza igienico-sanitaria, di degrado sociale, di discariche abusive, di animali randagi in cattività in un lager di escrementi, di illegalità e irregolarità diffuse e sotto gli occhi di tutti e, soprattutto, di rischio crollo di un immobile andato a fuoco il 24 giugno 2019, transennato, sfollato e ri-abitato abusivamente e senza alcun controllo da parte di nessuna delle autorità competenti”, ricorda Montesanto.

“Meglio ripeterlo: non stiamo parlando di una zona periferica della terza città della Calabria, ma di una porcheria incivile ed inquinante tollerata in silenzio dall’Amministrazione Comunale a poche centinaia di metri dalla Caserma dei Carabinieri, dalla Polizia Municipale e dalla sede rossanese del Municipio, in piazza SS-Anargiri; nello storico quartiere della Camara Cerasaro, laddove insiste il monumento di Porta dell’Acqua, potenziale itinerario turistico di elevata attrattività, ma di fatto abbandonato a se stesso ed ostaggio di fogne a cielo aperto e di colonie di topi, puntualmente immortalati dai viaggiatori”.

Redazione

 

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