Redazione Paese24.it

Trebisacce. Ex ospedale senza aria condizionata. Boccheggiano gli anziani ricoverati

Trebisacce. Ex ospedale senza aria condizionata. Boccheggiano gli anziani ricoverati
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Lungodegenza, Poliambulatori e Uffici annessi dell’ex ospedale di Trebisacce, senza aria condizionata: pazienti (anziani) esposti a rischio e personale sanitario costretto ad operare in condizioni di grave disagio lavorativo. L’impianto di climatizzazione, da quanto si è saputo, è fuori uso da tempo, ma a mettere a nudo il problema ci ha pensato il caldo africano di questi giorni, che rischia di fare più danni delle patologie che hanno portato gli anziani a ricoverarsi. Temperature insostenibili, infatti, soprattutto per gli anziani ricoverati nella Lungodegenza, alcuni dei quali avrebbero accusato malori. Anche gravi, date le loro condizioni di salute già precarie. L’UOC di Lungodegenza, in attesa che il “Chidichimo” venga resuscitato e riportato a nuova vita, è di fatto l’unico Reparto con posti-letto e con pazienti ricoverati, ma mentre in tutta la struttura storica l’impianto di climatizzazione è in funzione, ad essere andata in tilt è proprio l’aria condizionata dell’ala più nuova dell’edificio, dove sono allocati la Lungodegenza, il Poliambulatorio e gli Uffici Amministrativi. Mentre medici, infermieri e amministrativi sopportano pazientemente il disagio anche per ragioni disciplinari, monta invece la protesta e l’indignazione da parte dei pazienti anziani e dei loro familiari.

Non è infatti accettabile, in un paese civile, lasciare i pazienti anziani, i Sanitari e quanti si recano quotidianamente presso il Poliambulatorio e presso gli Uffici Amministrativi (Cup, Servizi Sociali, Saub, Esenzioni ticket…) senza aria condizionata a temperature che in questi giorni stanno superando di gran lunga i 30 gradi. A denunciare la gravissima anomalia sono stati i Delegati Sindacali della Cisl-Fp Antonio Ramundo, Domenico Pucci e Antonio Brunetti. Da quanto sostengono i tre sindacalisti, il problema, già segnalato all’Asp di Cosenza da parte del referente tecnico dell’ex ospedale di Trebisacce, non sarebbe destinato a rientrare presto, perché sarebbe in avaria l’unità centrale dell’impianto, la cui sostituzione, sia per ragioni tecniche che per ragioni burocratiche, andrebbe per le lunghe, per cui è difficile immaginare una soluzione imminente del problema. Ma era proprio il caso – ci si chiede – di aspettare l’arrivo del caldo africano per constatare il guasto dell’impianto e per predisporne la riparazione in tempo utile? Tutto questo la dice lunga, ovviamente, sulle amnesie e sulle disattenzioni dei vertici e del management dell’Asp di Cosenza nei confronti del “Chidichimo” che continua a rimanere chiuso nonostante le sentenze dei Giudici passate in giudicato, i Decreti commissariali rimasti sulla carta e i fondi già impegnati.

Pino La Rocca

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