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Presentata ricerca Siti Marini Comunitari. Un sistema digitale per visitare la Secca di Amendolara

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Nei giorni scorsi presso la Cittadella Regionale di Catanzaro sono stati presentati i risultati del progetto Sic-Carlit, assegnato dalla Regione all’Arpacal, che riguarda 14 Siti di importanza comunitaria (Sic) marini della Calabria. Tra questi 14 siti figura anche la Secca di Amendolara, l’atollo sommerso, la leggendaria isola Ogigia. Nell’occasione è stata presentata anche “Claudia”, l’innovativa stella marina digitale rossa, strumento di divulgazione della conoscenza ambientale che sarà diffuso partendo dai Comuni che ospitano i Sic in Calabria: in pratica un sistema multimediale che permetterà di visitare in modalità 3D la biodiversità marina di questi siti.

All’incontro hanno preso parte il direttore generale dell’Arpacal, Domenico Pappaterra; il dirigente del settore Parchi e aree naturali della Regione, Giovanni Aramini; il direttore del Centro regionale di strategia marina dell’Arpacal, Emilio Cellini, e il professor Pierfrancesco Rende, in rappresentanza dell’Ispra. «Questo progetto – ha aggiunto De Caprio – è arricchito dalla stella marina “Claudia”, una tecnologia avanzata realizzata dall’Arpacal, in collaborazione con l’Ispra e le Università della Calabria. Si tratta di un percorso virtuale in 3D dei 14 siti marini di interesse comunitario, fiore all’occhiello del Parco marino della Calabria».

I Siti di importanza comunitaria (Sic) marini della Calabria coinvolti nel progetto sono i fondali di Isola di Dino-Capo Scalea, Isola di Cirella-Diamante, Capo Tirone, Scogli di Isca, Pizzo Calabro, Capo Cozzo-S.Irene, Capo Vaticano, Scilla, Punta Pezzo a Capo dell’Armi, Stalettì, da Crotone a Le Castella, Gabella, Crosia-Pietrapaola-Cariati e la Secca di Amendolara. La ricerca presentata oggi è frutto di un programma intenso, svolto in 36 mesi di lavoro, con attività su 14 siti Sic calabresi, che hanno visto impegnati più di 40 esperti che hanno monitorato e acquisito dati, con strumentazione specialistica e con la nave oceanografica “Astrea”, per 535 miglia nautiche di linee, 990 km circa, elaborazioni e analisi di immagini satellitari ad alta risoluzione, immersioni subacquee e prelievi di fasci fogliari per la valutazione della condizione dell’habitat prioritario di Posidonia oceanica.

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