Redazione Paese24.it

Trebisacce. «Sindaco e Maggioranza devono dimettersi. Pronti a scendere in piazza per rispetto dei cittadini»

Trebisacce. «Sindaco e Maggioranza devono dimettersi. Pronti a scendere in piazza per rispetto dei cittadini»
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I gruppi di Minoranza in seno al Consiglio Comunale di Trebisacce chiedono a gran voce oltre alle dimissioni del sindaco Franco Mundo anche quelle dell’intera Maggioranza consiliare, in seguito alle recenti vicende giudiziarie che hanno coinvolto il primo cittadino e non solo. «Un esecutivo che ha la responsabilità politica di aver avallato le condotte spregiudicate del sindaco, senza mai opporsi e che, oggi, non ha neppure il coraggio di assumersi la responsabilità morale delle dimissioni», scrivono in un comunicato stampa congiunto i gruppi consiliari di opposizione “Giustizia e Progresso per Trebisacce” e “Trebisacce Libera”.

Sinora «abbiamo atteso in silenzio, con delicatezza, per garbo istituzionale, le dimissioni di tutta la Maggioranza», ma di fronte ad un sindaco che «ha ha garantito assunzioni e incarichi agli amici e ai propri elettori dimostrando di non distinguere la sfera privata da quella pubblica; un politico determinato a raggiungere a tutti i costi l’obiettivo dell’elezione al consiglio regionale e, soprattutto, pronto a utilizzare stabilmente mezzi e uomini per soddisfare esigenze personali, non possiamo più tacere».

Ci troviamo di fronte ad una «incapacità della Maggioranza in Consiglio Comunale di assumersi  le proprie responsabilità dinanzi alla chiarezza e alla gravità dei fatti», scrivono i consiglieri di Minoranza Giulia Accattato e Andrea Petta (Giustizia e Progresso per Trebisacce) e Antonio Cerchiara, Cinzia Tufaro, Daniela Nigro, Emanuele Petrone (Trebisacce Libera) che pertanto chiedono pubblicamente al sindaco e alla Maggioranza di rassegnare le proprie dimissioni «per dignità personale e per rispetto dei cittadini». I consiglieri di opposizione si dicono, inoltre, pronti ad organizzare una manifestazione popolare per indurre l’esecutivo a lasciare il Palazzo di Città.

Vincenzo La Camera

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