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San Severino Lucano. È morto don Camillo Perrone

San Severino Lucano. È morto don Camillo Perrone
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Don Camillo Perrone, storico sacerdote di San Severino Lucano, è tornato alla Casa del Padre. La comunità del borgo del Pollino è in lutto nel ricordo di un padre spirituale premuroso e colto. La camera ardente sarà allestita in Chiesa Madre a partire dalle 18.30 di oggi (mercoledì). Questa sera alle ore 21 ci sarà la veglia di preghiera comunitaria.

Domani (giovedì) alle ore 15 saranno celebrati i funerali, da come informa il sacerdote di San Severino, don Antonio Lo Gatto. Sino agli ultimi giorni di vita terrena, don Camillo, parroco emerito della parrocchia che custodisce la statua della Madonna del Pollino, ha partecipato alla Santa Messa sull’altare.

Quest’estate ha partecipato alla visita a San Severino del cardinale Gualtiero Bassetti, intrattenendosi a colloquio con il presidente della CEI. Sacerdote d’altri tempi, don Camillo indossava l’abito talare lungo nero. Si aveva l’impressione e allo stesso tempo la gioia di incontrare un prete.

Autore di numerose pubblicazioni, tante sulla storia di San Severino. Si era affacciato con garbo ai social network dove sovente implementava il suo seguitissimo profilo con post culturali e religiosi. Avrebbe compiuto 90 anni a dicembre. Tanti i messaggi di affetto e preghiera che in queste ore si susseguono sul suo profilo facebook. “Grazie caro don Camillo per la preziosa eredità che ci lasciate! Vi porteremo sempre nel nostro cuore”, scrive una fedele.

Ad esprimere il suo cordoglio, a nome dell’intera comunità, il sindaco di San Severino Lucano, Franco Fiore. “Siamo affranti -ha dichiarato il primo cittadino -. Tutti eravamo legati alla figura di Don Camillo. Perdiamo una persona di grande rilievo. Abbiamo sempre collaborato nel corso degli anni per essere vicini ai bisogni della gente.Ho avuto modo di seguirlo durante la malattia e riscontravo, continuamente in lui, nonostante lo stato di salute precario, una volontà ferrea di continuare ad occuparsi delle problematiche che riguardavano la popolazione locale”.

Vincenzo La Camera

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