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Trebisacce. Ancora fermi i lavori del Pontile. Cittadini pensano all’ennesima incompiuta

Trebisacce. Ancora fermi i lavori del Pontile. Cittadini pensano all’ennesima incompiuta
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Sarà completato l’intervento di ampliamento e restyling, o il Pontile, uno dei marcatori identitari più importanti della tradizione marinara di Trebisacce destinatario di un finanziamento di 1milione di euro, è destinato a diventare un’altra delle tante incompiute che caratterizzano Trebisacce e più in generale il Mezzogiorno d’Italia? Se lo chiedono in tanti nel constatare che i lavori iniziati il 15 ottobre 2020 sono ormai fermi da un bel pezzo. Eppure da contratto detti lavori dovevano essere completati entro 240 giorni (8 mesi). In realtà gli interventi sono proseguiti sempre a singhiozzo, ma ora si sono fermati proprio nel momento in cui, effettuata la parte strutturale più massiccia e più impegnativa relativa alla posa in mare dei piloni e alla realizzazione della  piattaforma in cemento armato che ha collegato tra loro i piloni e reso la superficie del Pontile forte, omogenea e capace di resistere, specie in inverno, alla devastante forza delle onde, e mancano le opere di rifinitura e di completamento dell’arredo, tra cui tutta la pavimentazione in legno naturale ignifugo in modo da poter utilizzare la sua superficie anche come un luogo di accoglienza e di intrattenimento.

Altro che i 240 giorni previsti nella gara di appalto, dunque, ora ne sono passati il doppio di giorni e di mesi (480 giorni e 16 mesi) e i lavori sono fermi per l’ennesima volta. Per la verità a far riprendere i lavori nel di mese di ottobre 2021 ci aveva pensato il Commissario Prefettizio Carlo Ponte. E per la verità i lavori di prolungamento (più 34 metri), di ampliamento (un fronte a T di 24 metri) e di ristrutturazione e riqualificazione del Pontile sono ripresi e sono proseguiti alacremente ma ora, come si può verificare dalle foto, sono di nuovo fermi e non è dato sapere se e quando saranno ripresi. Ecco allora profilarsi il rischio dell’ennesima incompiuta che non lascia tranquilli quanti, animati da un sano spirito di appartenenza alla comunità e alla sua identità, hanno a cuore le sorti dell’antica “banchina” che, originariamente in legno, poi in ferro e da ultimo in cemento armato, possa continuare a sfidare il mare ed anche a rappresentare per i trebisaccesi il sogno finora nel cassetto di avere un porto turistico-peschereccio come sullo Jonio è stato realizzato a Corigliano, Cariati, Roccella, Bovalino, Siderno e sul Tirreno a Scilla, Tropea, Amantea, Belvedere, Cetraro.

Pino La Rocca

 

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