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Cosenza, emergenza rifiuti. Proposta per gestione raccolta arriva dal basso

Cosenza, emergenza rifiuti. Proposta per gestione raccolta arriva dal basso
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“Proposte ed idee per il Capitolato Speciale d’Appalto del bando per l’affidamento del servizio integrato di igiene urbana della città di Cosenza” è un documento nato dalla collaborazione di comitati, gruppi, cooperative ed associazioni della società civile che, da tempo, lavorano nell’area urbana della città di Cosenza, soprattutto nelle sue zone più periferiche. Le associazioni alzano la voce raccogliendo tutto il malcontento per una gestione dei rifiuti che “a Cosenza lascia molto a desiderare”.

“Il lavoro collettivo prende il via dall’osservazione – anche in qualità di semplici cittadini – e dalla diretta esperienza che, in questi anni, si ha avuto del sistema della raccolta differenziata la cui gestione è stata deficitaria e disorganizzata e che ha visto l’ente pubblico del tutto assente ed incapace di svolgere la sua funzione di controllo sull’esecuzione del servizio e garante della tutela del bene comune”, cosi scrivono in una nota congiunta diverse associazioni cittadine firmatarie del documento.

“Partendo dalla convinzione che questione ambientale e questione sociale siano fortemente correlate e che le forme di degrado sociale spesso si intrecciano con quelle del degrado ambientale – continua la nota –  come firmatari di questo documento riteniamo che non si possano realizzare servizi di raccolta e gestione dei rifiuti senza considerare, oltre agli aspetti tecnico organizzativi, anche quelli che hanno a che fare con la rigenerazione urbana e con il coinvolgimento degli abitanti dei quartieri, soprattutto di quelli periferici e maggiormente complessi, con l’obiettivo di migliorare la loro generale qualità di vita”.

Nel formulare la suddetta proposta consegnata al sindaco Franz Caruso e al suo vice Maria Pia Funaro (nella foto, il Comune) “ci siamo interessati innanzitutto al piano della comunicazione ambientale che crediamo debba coinvolgere attivamente – senza alcun costo per l’ente pubblico – associazioni di volontariato, comitati di quartiere, parrocchie, gruppi scout e qualsiasi altra realtà costituita e già operante nei e a favore dei singoli quartieri/rioni/frazioni del territorio del comune di Cosenza. Abbiamo anche considerato alcuni aspetti tecnici, come la gestione della clausola delle offerte anomale, non inclusa nella precedente gara d’appalto che, infatti, è stata aggiudicata con un ribasso vicino al quaranta per cento. Abbiamo esposto delle idee relative alla raccolta di alcune specifiche tipologie di rifiuto, ad esempio, gli indumenti usati e gli oli vegetali esausti, raccolte mai erogate in maniera continuativa ed efficace, seppure previste nel bando di gara. Le nostre proposte prevedono la possibilità di valorizzare sul mercato queste tipologie di rifiuti, consentendo una raccolta organizzata secondo modalità e calendari definiti in origine, senza costi per l’amministrazione comunale”.

Ed ancora, scrivono le associazioni, restando in attesa di un incontro tra l’Amministrazione Comunale di Cosenza ed una delegazione, “sempre nell’ottica della rigenerazione urbana e del risparmio delle risorse economiche comunali abbiamo pensato a come migliorare sia il sistema di gestione delle richieste di servizio e segnalazione dei cittadini e sia lo scambio di comunicazioni fra i cittadini per il riutilizzo di beni altrimenti destinati allo smaltimento. Inoltre, come gruppi operanti in diversi quartieri periferici della città, a stretto contatto con situazioni di degrado e disagio sociale, abbiamo presentato delle proposte per la gestione della raccolta differenziata per le persone non iscritte al ruolo Tari: affittuari in nero, regolari non residenti, irregolari che pure esistono, sono persone però, formalmente, “invisibili”.  Infine, in linea con le ultime direttive del Parlamento Europeo in materia di sostenibilità ambientale ed economia circolare, abbiamo analizzato il tema delle isole ecologiche e degli incentivi al conferimento presso di esse, ed abbiamo descritto delle possibili alternative alla discarica per materiali – come i rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche – che possono, invece, essere riparati e riutilizzati all’interno di esperienze di collaborazione e condivisione fra molteplici realtà”.

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