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San Severino. A scuola si parla di bullismo. «Pronti ad istituire uno sportello d’ascolto»

San Severino. A scuola si parla di bullismo. «Pronti ad istituire uno sportello d’ascolto»
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di Federica Grisolia – Che senso ha il bullismo?”. E’ questa la domanda a cui gli studenti di San Severino Lucano insieme ai loro docenti, alla dirigente scolastica Maria Vitale, al sindaco, Franco Fiore, al capitano dei Carabinieri della compagnia di Senise, Luca Gasparri, e alla psicologa Giorgia Simonetti, hanno cercato di dare risposta. La tavola rotonda, molto partecipata, è stata organizzata dall’Istituto Omnicomprensivo di Viggianello, plesso di San Severino Lucano, in particolare dalle insegnanti Gabriella Corraro e Filomena Sassone. La tematica, sempre molto attuale tra i giovani, è stata sviscerata da vari punti di vista. Il capitano Gasparri ha illustrato, ad esempio, la problematica dal punto di vista legale, mentre la psicologa ha parlato del fenomeno dal punto di vista psicologico, dunque, come si configura il bullo e le implicazioni psicologiche della vittima.

Il sindaco Fiore ha, invece, ipotizzato la possibilità di istituire uno sportello in cui personale specializzato possa ascoltare l’eventuale grido d’allarme della vittima di bullismo o cyberbullismo. La dirigente scolastica Vitale si è soffermata sulla necessità di non abbassare mai la guardia, anche se si abita in piccole realtà in cui, spesso, erroneamente si pensa che tali episodi non possano accadere. La rete, infatti, ha eliminato le distanze e in questo mondo interconnesso è come se fossimo tutti abitanti di una grande città, dove i rischi per i ragazzi sono  uguali, dalle periferie delle metropoli ai piccoli borghi. «La scuola – è stato il monito – non può far finta di niente. Deve ascoltare quei silenzi. Deve dare una risposta alle tante domande non formulate. Deve dare il coraggio di parlare». La linea comune è quella di avviare una continua collaborazione tra famiglia, scuola, istituzioni, servizi sociali del territorio e forze dell’ordine, per contrastare ogni forma di prepotenza che, se sottovaluta, può degenerare in bullismo. Intanto, l’unica risposta alla domanda iniziale è questa: “Il bullismo non ha nessun senso!”.

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