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Trebisacce. Parrocchie del comprensorio ai piedi di Santa Rita. Fiaccole della fede illuminano la speranza

Trebisacce. Parrocchie del comprensorio ai piedi di Santa Rita. Fiaccole della fede illuminano la speranza
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di Vincenzo La Camera – Una “fiaccolata della fede” partita da diversi punti strategici si è ritrovata nel piazzale della chiesa del “Cuore Immacolato della Beata Vergine Maria” di Trebisacce. Un raduno di fiaccole nel nome di Santa Rita alla vigilia del giorno che la ricorda. Oltre alle quattro parrocchie di Trebisacce, con il parroco della chiesa della Pietà, don Massimo Romano, hanno partecipato anche la parrocchia di Amendolara centro (foto in basso), guidata da don Vincenzo Santalucia; le due parrocchie di Montegiordano e quella di Albidona con don Luca Pitrelli. In queste parrocchie sono presenti da diversi anni i gruppi di preghiera per Santa Rita (nata a Roccaporena di Cascia nel 1381 e morta a Cascia il 22 maggio del 1457. Papa Leone XIII la proclamò santa nel 1900).

Le comunità parrocchiali hanno affollato la chiesa di Trebisacce per assistere alla rievocazione del Transito della Santa dei casi impossibili. Oltre alle parrocchie, hanno partecipato anche il gruppo scout della chiesa di Trebisacce guidata da don Pasquale Zipparri e la Confraternita della Misericordia. Le varie delegazioni sono entrate a turno in chiesa con le personali statuette di Santa Rita che hanno trovato posto ai piedi dell’altare di fianco alla statua della santa di Cascia imponente nella chiesa.

Al termine del breve ma intenso momento di preghiera, spazio alla benedizione delle rose, fiore tanto caro a Rita da Cascia. La santa, ormai in punto di morte, chiede a sua cugina, in pieno inverno, una rosa. La donna la asseconda pensando ad una mente offuscata dalla malattia ma recandosi nel punto indicato da Rita trova proprio una bella rosa. Probabilmente per questo, nella devozione secolare, Santa Rita viene indicata come la Santa dei casi disperati. «Rivolgiamoci a lei nei momenti più bui della nostra esistenza», ha detto don Pasquale Zipparri.

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