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Amendolara. Disavventura a lieto fine per un bimbo di ritorno dall’asilo

Amendolara. Disavventura a lieto fine per un bimbo di ritorno dall’asilo
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di Vincenzo La Camera – Una storia a lieto fine, un bimbo che riabbraccia i suoi genitori dopo un grande spavento. Per una giovane famiglia di Amendolara l’anno scolastico non è iniziato proprio benissimo. Luca (il nome di fantasia che daremo al bambino) frequenta la Scuola dell’Infanzia. Quando lo Scuolabus del Comune lo riaccompagna presso la sua abitazione, qui il bimbo, dopo essere entrato autonomamente nel suo cortile, trova la porta di casa chiusa. Non c’è nessuno. Nel frattempo il pulmino ha proseguito la sua corsa e Luca resta da solo.

«Abbiamo vissuto il quarto d’ora più difficile della nostra vita – racconta il papà, ancora scosso, quando contatta il nostro giornale -. Mentre mio figlio tornava da scuola con il pulmino, mia moglie, inconsapevole, andava all’asilo per riprenderlo. Una volta appreso che il bambino si trovava sul pulmino – continua il racconto – la mamma si recava dalla famiglia che abbiamo indicato come delegata nel caso non ci fosse nessuno a casa ad attendere nostro figlio. Come appunto qualche giorno fa. Nel momento in cui il bimbo non è sceso presso questa abitazione delegata e dal pulmino ci veniva detto di averlo lasciato a casa, in questo preciso istante ci è crollato il mondo addosso».

Il racconto del padre è interrotto da qualche singhiozzo, si percepisce subito il grande spavento che ancora li accompagna. Abitano in una zona periferica del centro abitato e il piccolo Luca vistosi smarrito, con la porta di casa chiusa, si è incamminato senza una meta. Nel frattempo il padre – avvisato telefonicamente dalla moglie – lascia il suo lavoro autonomo e si precipita in auto verso casa, prendendo una scorciatoia. Il destino ha voluto che il bambino prendesse quella stessa strada al contrario, tanto da incrociarsi con il genitore. «L’ho ritrovato a due chilometri da casa, spaventato e in lacrime, lungo una strada di campagna frequentata da cani randagi e anche da cinghiali e con alcuni pericolosi dirupi». I genitori hanno segnalato il disservizio al Comune e sono stati raggiunti anche da una telefonata di solidarietà da parte del sindaco.

«Abbiamo contattato il vostro giornale – ci dicono i genitori – perché riteniamo che la nostra storia debba essere raccontata affinché nessun’altra famiglia, da nessun’altra parte, possa vivere quello che abbiamo vissuto noi. Non vogliamo denunciare nessuno – precisa il papà di Luca -, però non è ammissibile che lo Scuolabus lasci un bambino davanti casa senza accertarsi che ci sia un genitore o un delegato a prenderlo in consegna». Intanto Luca è tornato all’asilo, tra giochi e sorrisi, consapevole che tutti gli vogliono ancora più bene di prima e che da domani troverà sempre un abbraccio familiare ad accoglierlo di ritorno da scuola e sempre un pulmino pronto ad attendere questo momento prima di continuare la sua corsa verso altri genitori e nonni in attesa. E così dovrà essere per tutti i bambini del mondo. (foto di repertorio)

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