Senise. Diga svuotata di acqua e speranze. Comitato Giovani Agricoltori Lucani chiede intervento Regione
Una delegazione del comitato spontaneo Giovani Agricoltori Lucani, insieme anche ad un gruppo di agricoltori più grandi, si è recata sabato presso la diga di Monte Cotugno, a Senise (nella foto).
LE IMPRESSIONI
Non un semplice sopralluogo ma un momento che univa il passato, il presente e il futuro. I ricordi dei nostri padri, lo sguardo ferito di oggi e le paure di ciò che ci attende domani si sono intrecciati davanti a un invaso ormai quasi vuoto. Quello che abbiamo trovato non è stato un bello spettacolo, ma un’immagine che tocca nel profondo: la più grande diga d’Europa in terra battuta, oggi silenziosa, come un gigante stanco che non riesce più a donare ciò che per decenni ha rappresentato – vita, lavoro, speranza.
Monte Cotugno non era solo un invaso: era l’orologio e l’orgoglio dei lucani. Segnava il tempo delle stagioni, delle raccolte, delle attese. Ricordava a tutti che questa terra aveva saputo costruire qualcosa di grande. Vederla così, quasi svuotata, significa sentire che quell’orgoglio vacilla e che il tempo ci sfugge dalle mani insieme alla certezza del futuro. Camminare sul fondale grigio, che fino a pochi mesi fa era coperto d’acqua, è stato come camminare su una ferita aperta. Ogni passo ha avuto il peso della responsabilità: la consapevolezza che senza decisioni coraggiose oggi, domani rischiamo di non avere più nulla da difendere.
Da questo nasce una coscienza nuova: non più soltanto giovani che osservano, ma generazioni diverse che si ritrovano fianco a fianco, con lo stesso passo e lo stesso cuore. Una comunità che, davanti a questa ferita, non vuole arrendersi ma ritrovarsi unita. Per questo chiediamo ai Consiglieri regionali di avere il coraggio di richiedere la convocazione di un Consiglio Regionale straordinario da tenersi a Senise, davanti a Monte Cotugno. Non sarebbe un atto di forma, ma un gesto di responsabilità e di rispetto verso la Basilicata. Lo chiediamo al presidente della Giunta regionale, Vito Bardi e al presidente del Consiglio regionale, Marcello Pittella.
I dati sono chiari. In una sola settimana, dal 9 al 16 settembre, la diga di Monte Cotugno è scesa da 65.052.000 mc a 59.942.000 mc, con oltre 5 milioni di mc persi e un saldo negativo di 14.154.000 mc rispetto allo scorso anno. E allora le domande diventano inevitabili: Possiamo davvero parlare di governance se l’unico piano è aspettare la pioggia? Possiamo chiamarla programmazione se le scelte dipendono dal cielo più che dai dati? Possiamo continuare a considerare rassicuranti annunci che non irrigano i campi e non salvano i raccolti?

