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Oriolo, colta da malore perde la vita una giovane donna. Vani i soccorsi al PPI di Trebisacce

Oriolo, colta da malore perde la vita una giovane donna. Vani i soccorsi al PPI di Trebisacce
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Si allunga il rosario dei morti per patologie cardiache dopo la chiusura del “Chidichimo”. E soprattutto dopo la chiusura dell’Utic e della Cardiologia. Questa volta è toccato ad giovane una signora di Oriolo A.T., 47 anni, sposata e madre di quattro figli che, colta da forti dolori al petto ed alla spalla, è stata accompagnata dal marito e dai figli presso il PPI di Trebisacce dove è deceduta tra le mani dei medici che tentavano di rianimarla e stabilizzarla prima ancora di salire sull’eliambulanza che era già pronta sul piazzale per poterla trasferire a Cosenza. Straziante il dolore e le grida del marito e dei quattro figli (due maschi e due femmine) che l’avevano accompagnato al PPI di Trebisacce (nella foto) convinti che si trattasse solo di una indigestione e che hanno assistito in diretto al decesso della loro mamma.

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L’ennesima tragedia si è consumata nel primo pomeriggio di ieri. La donna, secondo il racconto della figlia più piccola rotta dai singhiozzi, si è sentita male subito dopo mangiato e, pensando ad una semplice indigestione, i familiari l’hanno accompagnata al PPI di Trebisacce dove è arrivata intorno alle ore 15.30. Qui i sanitari del PPI e del 118 l’hanno subito presa in cura e sottoposta agli accertamenti di rito. Considerato però che presentava un quadro clinico molto grave, con sospetto infarto del miocardio, stato di shock e blocco respiratorio, hanno allertato subito l’eli-ambulanza per un codice rosso e nel frattempo, considerato che presso il locale PPI non è stata istituita la “guardia attiva”, hanno allertato il cardiologo che solo per caso si trovava in servizio presso l’ambulatorio per il rientro del giovedì e l’anestesista, anche questa presente per caso perché impegnata presso il centro “terapia del dolore” ed hanno fatto di tutto, praticando il protocollo previsto in casi del genere per tentare di rianimarla e di stabilizzarla prima di poterla far salire sull’ambulanza, anch’essa già pronta, che l’avrebbe condotta al piazzale dove l’eli-ambulanza arrivata da Cosenza era già pronta per il decollo.

Viaggio a vuoto anche per l’eliambulanza che ha dovuto far ritorno a Cosenza vuota. Infatti, nonostante le cure appropriate ed il prodigarsi dei medici, il cuore della giovane signora non c’è l’ha fatta ed ha cessato di battere poco prima delle 17.00, lasciando nello sconforto tutto il personale sanitario e in un dolore immenso e nella disperazione il marito ed i figli. E’ difficile a questo punto non interrogarsi su che cosa poteva cambiare se al posto del PPI ci fosse stata l’Utic ed il reparto di cardiologia che c’era prima è che è stato chiuso e sacrificato alla solita e becera politica della lesina, che purtroppo tende a generare figli e figliastri ed a penalizzare sempre i più deboli.

Pino La Rocca

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