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Residenti di ritorno ad Amendolara. Obbligo di quarantena per loro e per i familiari conviventi

Residenti di ritorno ad Amendolara. Obbligo di quarantena per loro e per i familiari conviventi
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«I rientri sono stati la causa dell’epidemia in Calabria. Ecco perché adesso dobbiamo stare molto attenti e continuare a gestire in maniera ottimale l’emergenza e nella fattispecie i rientri dei nostri concittadini che vorranno far ritorno presso le loro residenze». Il sindaco di Amendolara, Antonello Ciminelli, all’indomani dell’ordinanza della presidente della Regione che regolamenta il ritorno in Calabria dal 4 maggio [LEGGILA QUI], ci ha tenuto ad aggiungere alcune precisazioni che riguarderanno il proprio comune. Per ciò che concerne invece altri tipi di arrivi in Calabria, la regione resta “chiusa” sino al 31 maggio, eccetto gli ingressi motivati da esigenze di lavoro e di salute. Ciminelli, a dispetto delle direttive regionali, sottolinea, per il suo comune – avendo facoltà di inasprire le normative di grado superiore – il carattere obbligatorio della quarantena di almeno 14 giorni a cui dovranno sottoporsi i cittadini di Amendolara che faranno ritorno presso le proprie residenze. La quarantena dovrà estendersi anche a quei familiari che si recheranno presso stazioni, autostazioni, aeroporti per andare a prendere i propri congiunti e che poi andranno a convivere nella stessa abitazione con il proprio caro. Nel caso in cui, il residente di rientro optasse per una quarantena in un appartamento o in un casa separata, quindi non convivendo con la propria famiglia, questa sarebbe esclusa dalla quarantena. Ad oggi in Calabria sono attese ufficialmente circa 1.300 persone, almeno questo il numero di registrazioni sul portale della Regione.

«Tanti mi hanno contattato in questi giorni dal Piemonte, dalla Lombardia, da Milano e persino dalla provincia di Bergamo chiedendomi le modalità per poter rientrare a casa. Ci tengo a precisare che vigileremo personalmente su quei domicili dichiarati per verificare il corretto espletamento della quarantena – precisa Ciminelli. E’ nostro dovere far si che il Covid-19 resti fuori dai confini di Amendolara». Il sindaco conferma che le violazioni saranno perseguite con sanzioni pecuniarie e trasmissione di atti in Procura per un eventuale procedimento di epidemia colposa. «Qui è in gioco la vita dei cittadini. Non possiamo commettere errori – ammonisce Ciminelli – anche in virtù di quello che è successo in altri paesi. Siamo a completa disposizione, contattateci per qualunque cosa». E comunque il Comune mette a disposizione delle famiglie un’auto e la stessa Polizia Municipale per recarsi nelle sedi di arrivo dei fuori sede per poi riaccompagnarli in paese.

Intanto il sindaco consiglia vivamente a coloro che faranno rientro ad Amendolara di sottoporsi, dopo il periodo di quarantena, al test diagnostico (gratuito per gli studenti), che il Comune ha già effettuato su un centinaio di persone, tra dipendenti, polizia municipale e altri, con risultati tutti negativi con l’aggiunta dell’elemento che certifica come queste persone non abbiamo mai contratto il virus. Cento soggetti con un bacino familiare di almeno 300 persone che corrisponde al 10% della popolazione di Amendolara. Questi test in vitro si effettuano in Comune tutti i giovedì e venerdì al costo di 38 euro per i cittadini, che, se interessati, dovranno prenotarsi almeno due giorni prima. Il sindaco assicura che nei prossimi giorni anche i volontari delle associazioni che in questi giorni si stanno impegnando in maniera encomiabile per attività di controllo, distribuzione beni alimentari potranno essere sottoposti a test, in questo caso gratuitamente. Tra questi anche i volontari della Protezione Civile Gruppo Lucano che, con grande spirito di appartenenza, continua a presidiare il territorio coadiuvando la Polizia Municipale.

Vincenzo La Camera

 

 

 

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