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Coronavirus. Pensieri sparsi di una penna in lockdown – Parte Terza

Coronavirus. Pensieri sparsi di una penna in lockdown – Parte Terza
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Proseguiamo con la nostra rubrica. Il dottore Giuseppe Massaro, stimato ginecologo di Francavilla Marittima (Cs), durante il periodo, così detto, del lockdown ha scritto alcuni pensieri, pillole sparse sul Covid-19, questo virus sconosciuto che ha cambiato le nostre vite. Letture gradevoli, con il dono della sintesi, che analizzano il momento vissuto sotto diversi aspetti. Stiamo pubblicando periodicamente, in una sorta di rubrica, appunto, questi scritti sulle nostre pagine di Paese24. (v.l.c.)
PARTE PRIMA
PARTE SECONDA
CAPITOLO VI – SUL CORONAVIRUS (21 aprile 2020)
Non potrò mai dimenticare il primo grido accorato del medico cinese Li Wenliang inascoltato dal governo cinese reticente, il mercato assurdo degli animaletti vivi di Huan; il giovane diciassettenne statunitense di Lancaster in California ed altri rifiutati dagli ospedali perché privi di costose assicurazioni sanitarie e poi morti a casa; i senzatetto americani di Las Vegas, positivi al test, allineati, sdraiati a decine, ognuno in un posto auto di un grande parcheggio vuoto, in attesa di che? Le bare nelle fosse comuni di Hart island, ad est del Bronx di New York, isola delle lacrime, degli ultimi; alcuni americani armati che vogliono la riapertura delle fabbriche ( ! ); gli ospedali italiani straintasati, i volti duri e increduli degli operatori sanitari e le decine di loro caduti; i camion militari con le bare, la struggente sofferenza del lutto dei familiari. Non potrò mai dimenticare le decine di migliaia di deceduti ad oggi in Italia, 150000 circa nel mondo. Non potrò mai dimenticare e per non dimenticare innalzerei tanti monumenti al Medico ignoto ed ai Nonni Ignoti, coloro che hanno costruito la nostra democrazia, la libertà e il nostro benessere. Abbiamo perso un patrimonio inestimabile di esempi, di riferimenti, di saggezza! I nostri Vecchi meritano più attenzioni, più riflessioni e ne parlerò di più in altro scritto. Mi fai pensare sconvolgente virus: ci hai messo di fronte a durissime nuove realtà e dobbiamo con buona volontà prenderne atto…Ti abbiamo dato spazio, distruggendo a destra e a manca perché ci sentivamo forti, invincibili. Ora invece tu hai fermato il tempo, hai reso i giorni uguali…macché! Già nella monotonia abbiamo capito che ci aspettano giorni duri, in cui dovremo prendere diverse decisioni molto importanti. Vivremo sotto la minaccia costante, continua dei virus in maniera inerme, inerti ed inetti? È cambiato il rapporto con la morte! E il mondo cambierà per proteggersi di più (“…la cognizione della morte ha dato sempre, senza dubbio, più impulso alla riflessione filosofica, alla conoscenza del mondo…”, Arthur Schopenauer). La medicina, la sanità, le scienze, le nuove tecnologie, l’economia dovranno cambiare… I rapporti umani sono già cambiati. Nessuna paura di totale destabilizzazione, il CAMBIAMENTO È RINASCITA, STA A NOI!Siamo tutti, proprio tutti corresponsabili! Oltre il tunnel ci può essere la catastrofe, noi dobbiamo cercare la luce con accorte scelte. I nostri fari: l’amore del prossimo anche con una più equa distribuzione delle ricchezze ed il rispetto dell’ambiente, della terra. Immaginiamo due terribili scenari per un momento. La povertà che aumenti vorticosamente con conseguenze incalcolabili, che non piova per due ‐ tre anni, si disertifichi pian piano tutto, non tiri vento sempre con aria stagnante, non nevichi, si sciolgano i ghiacciai, si gonfi e si sporchi il mare! Fuoco nelle foreste dell’ Amazzonia e grandi isole di plastica negli Oceani… Ecco la catastrofe climatica‐ambientale. Nemmeno più un bel bagno in un mare azzurro! Forse in spiaggia con le mascherine… Le scelte serie, giuste partono proprio da qui, c’è tanto da fare… Mi piace chiudere con un pensiero, giova ripeterlo, a me tanto caro, di Toro seduto, indiano d’America, vinto ma non domato che ammoniva davanti lo scempio perpetrato dai Bianchi: “quando avrete inquinato l’ultimo fiume, catturato l’ultimo pesce e tagliato l’ultimo albero, capirete solo allora, di non poter mangiare il vostro denaro.”
P.S. Per fortificare il sistema immunitario.
Il piatto ricco del giorno consigliato è: “Trippa di vitello in umido all’usu nust, a-ra pajisana cu assaji pipazzi i sirtèra, cunserva i pimmadori di Marinet, patane da Sila, curniciddi piccanti da Chiana e tutto tirato duciu duciu in olio e spezie nustrani”. Vino locale, questa volta, a volontà.
Buon tutto! (Giuseppe Massaro)
CAPITOLO VII – IL CORONAVIRUS E LA SANITÀ PUBBLICA (1 maggio 2020)
Ti sentiamo, virus, che ancora ci sei e pure malintenzionato, non ti vuoi far vedere bene. Colpisci, non colpisci, talvolta in pochi giorni, talaltra in molti di più, meno le donne; lascia stare i bambini! L’immunità comincia a difenderci, ma quanto dura? Ti diverti a disorientarci, è un avvertimento? Siamo ancora dentro l’epidemia con 27967 morti e 101551 malati (a ieri); speriamo che guariscano tutti! Sospesi in un vuoto senza spazio e senza tempo mettiamoci dentro noi stessi, immersi in un esame di coscienza. In questo fermento d’idee vorrei parlare della Sanità, che tanto sta dando negli ultimi mesi e alla quale va un mio profondo, smisurato riconoscimento. No, innanzitutto alla sanità del tipo americano, che ti manda via dall’ospedale e ti rimanda a casa a morire se non assicurato! Viva la nostra sanità pubblica, la salute è un diritto sacrosanto di tutti! Va bene anche alla Sanità privata efficiente e convenzionata. Bene alle RSA e case di riposo sicure, funzionali e umane. Quanto successo è terribile! ( vedi “Lettera d’addio di un nonno da una casa di riposo…”)
È venuto il momento decisivo e improcrastinabile, di riorganizzare e potenziare la Sanità pubblica. La buona salute è tutto, anche forza lavoro per una solida Economia. È una politica essenziale, vitale come quella del lavoro, della casa ecc.; il Welfare va saputo costruire…Tanti nodi son venuti al pettine da Nord a Sud con varianti diverse, per politica egoistica e superficiale, senza veri ideali. Impreparazione e leggerezza spesso vanno insieme! La sanità di parte del Nord, colta da una situazione nuova, purtroppo è stata quasi travolta da una valanga di ricoveri in breve tempo e a malapena riesce ancora ad arginare la pandemia che non è finita. Al Sud con l’atavica deficienza strutturale si temeva, fino all’incubo, un’ecatombe fortunatamente evitata… Mai più la morte come il direttore del teatro di Siracusa, dell’impiegato di Alzano lombardo, della nonna centenaria della “Domus aurea” di Chiaravalle centrale (Cz), ecc. Che triste tenerezza! Mai più i disperati lamenti luttuosi di tanta gente in tutta Italia! Una buona sanità deve pensare a questo. Toglierei subito la parola Azienda da vent’anni “fregio” sulle malattie! Causa di tanti disastri per la salute pubblica e ridare il vero significato alla parola OSPEDALE. I Policlinici non possono essere aziende, non possono produrre guadagni proprio con le malattie della gente?! Anzi tanto dissesto si è avuto nella Sanità per spregevole corruzione! È lo Stato che si deve fare CARICO della salute dei cittadini, oculatamente, degnamente con le sue sane Istituzioni e con le tasse già salate dei cittadini senza campanilismi e scelte sbagliate di partito. Devono tornare ad essere luoghi di cura, pilastri della salute pubblica, centri di accoglienza per la sofferenza e riferimento di ALTA UMANITÀ non di BECERO POTERE! Diamine! Abbiamo, in questo frangente di estrema confusione, quantomai, di eccelsa ispirazione. Abbiamo esempi di umiltà e carità in San Francesco d’Assisi e di Paola! C’è tanto da lavorare, faremo certamente bene. Buon Primo Maggio, festa del Lavoro!
Siena, I Maggio 2020.
P.S. Nel prossimo cercherò di analizzare e scendere in qualche particolare sulla Sanità calabrese che tanto ci riguarda. (Giuseppe Massaro)
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