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Castrovillari. Il Covid non ferma l’impegno contro la violenza sulle donne

Castrovillari. Il Covid non ferma l’impegno contro la violenza sulle donne
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Una rosa “ingrigita” e la frase di Martin Luther King (Ciò che mi spaventa non è la violenza dei cattivi; è l’indifferenza dei buoni) sono stati impressi con il colore dal maestro Francesco Ortale su una panchina rossa (su cui è stata adagiata una vera rosa rossa), a Castrovillari, simbolo della violenza sulle donne. Panchina e cassetta “portalettere” in cui lasciare messaggi, che cambiano location e si trovano, ora, nella villetta dinanzi alla scuola elementare “Villaggio Scolastico”, a testimonianza del fatto che la rivoluzione culturale debba partire dai più piccoli e dallo studio, unico strumento contro l’ignoranza. Ricordiamo che, qualche anno fa, la panchina rossa, il cui progetto è stato ideato e curato da Ivana Grisolia e dal Comune di Castrovillari, era stata inaugurata di fianco al portone del Protoconvento Francescano, dove, più volte è stata, purtroppo, oggetto di atti vandalici.

Ma ciò non ha fermato la volontà di andare avanti, convinti dell’importanza di parlare di un fenomeno sociale tanto preoccupante, ancora di più in un periodo difficile come questo, in piena pandemia. Alcune donne, infatti, durante questa fase di restrizioni, si sentono costrette a vivere con i propri aguzzini, che dicono di amarle, in quelle case troppo spesso divenute trappole. L’isolamento sociale e l’insicurezza economica causa Covid-19 contribuiscono, infatti, a incrementare la vulnerabilità delle donne e la violenza domestica.

E, dunque, anche quest’anno, nella Giornata contro la Violenza sulle Donne, arriva forte il messaggio dell’Amministazione comunale di Castrovillari, guidata da Mimmo Lo Polito, contro ogni vessazione e a tutela della dignità umana. La consigliera Pina Grillo (nella foto insieme al sindaco Lo Polito e al consigliere Giuseppe Oliva), delegata alle Pari Opportunità, ha sottolineato «la necessità di dare maggiore continuità a tali momenti di sensibilizzazione. Novantuno donne vittime di omicidio negli ultimi dieci mesi – ha aggiunto – richiedono un cambiamento culturale non più procrastinabile che deve necessariamente coinvolgere i processi educativi e formativi. È vitale non rimanere indifferenti alla violenza maschile».

Federica Grisolia

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